Video

Vanità di vanità” (1996) resta uno dei brani più apprezzati dell’intera discografia di Angelo Branduardi. Sono le parole di un santo, Filippo Neri, e già diventa difficile accettarle, perchè si sa, un santo è noioso, pensa sempre a Dio, pretende di dire quello che dovremmo fare e non facciamo… per di più sono parole che senza tanti eufemismi ricordano una fastidiosa verità: “Se ora guardi allo specchio il tuo volto sereno, non immagini certo quel che un giorno sarà della tua vanità.” E’ inutile trascorrere il tempo cercando di soddisfare ogni piacere, preoccupandosi di raggiungere e conservare ricchezze terrene, tanto arriverà la morte e con lei tutti gli sforzi per inseguire la felicità risulteranno vani. Vivere in semplicità e abbandonarsi all’amore di Dio è la vera saggezza dell’uomo. Il testo è serio e profondo, ma la musica lieve e spensierata, quasi a voler sottolineare l’antitesi, che è anche parte della nostra natura umana, tra ciò che sappiamo che arriverà e il nostro modo di affrontarlo” (Alessandra Mazzucco)

Questo video è un piccolo tributo alla memoria di Matthew Shepard (1 dicembre 1976 – 12 ottobre 1998), uno studente omosessuale dell’Università del Wyoming che la notte tra il 6 ottobre e il 7 ottobre 1998, a causa del suo orientamento sessuale, venne picchiato selvaggiamente da due ragazzi e legato ad una staccionata dove venne lasciato a morire. Fu trovato solo 18 ore dopo da un ciclista di passaggio, vivo e in stato di incoscienza ma morì cinque giorni dopo a causa delle gravi ferite subite.
I suoi assassini stanno attualmente scontando la pena in prigione. Gli avvocati hanno dimostrato che Shepard venne attaccato esclusivamente a causa del proprio orientamento sessuale.
Il suo caso, grazie anche alla famiglia che ha scelto di non mettere a tacere l’episodio ma di parlarne in pubblico, è diventato un simbolo contro la discriminazione in tutto il mondo.
Nel mondo subito dopo la brutale aggressione iniziarono subito diverse manifestazioni a favore di Shepard che portarono alla ribalta mediatica il caso e l’attenzione dell’opinione pubblica si concentrò sull’omofobia e sulla discriminazione sessuale che Shepard era stato costretto a subire.
Un gruppo di oppositori omofobi, capeggiati dal pastore della Chiesa Battista Fred Phelps (o meglio ex battista visto che l’Unione delle Chiese Battiste lo ha espulso per le sue posizioni estremiste e razziste), protestarono con picchetti ai funerali di Shepard e al processo dei suoi assalitori. La violenta protesta si concretizzò con cartelli e slogan come «Matt Shepard marcisce all’inferno», «L’Aids uccide i finocchi morti» e «Dio odia i froci».
Successivamente Phelps chiese l’autorizzazione per la costruzione di un monumento «di marmo o granito, alto 5 o 6 piedi», sul quale avrebbe dovuto essere apposta una targa in bronzo con l’immagine di Shepard e le parole: «MATTHEW SHEPARD, entrato all’inferno il 12 ottobre 1998, in spregio all’avviso di Dio: “Non avrai con maschio relazioni come si hanno con donna: è abominio– Levitico 18:22».
I genitori di Matthew, Judy e Dennis, sono oggi attivi sostenitori dei diritti gay ed educatori alla tolleranza.


Levitico e omosessualità“. Una spassosa scena tratta daQueer as folk Americache parla del rapporto distorto che esiste tra alcune chiese fondamentaliste e la Scrittura.

Una interessante intervista doppia andata in onda nel 2006 che mette a confronto le idee di don Franco Barbero e di don Oreste Benzi circa le coppie gay. Importante per ricordarsi che nella chiesa cattolica ci sono molte più esperienze pastorali di quello che il Vaticano vuol farci intendere.

Coming out toccante di un giovane napoletano alla propria madre. I dolori, le passioni, le incomprensioni, i sensi di colpa (causati anche da una concezione distorta del cristianesimo) sotto forma di una videolettera tenera e straziante.

 

Tutti sanno che cosa è la Bibbia, ma chi può dire di conoscerla davvero? Tutti sanno che la Bibbia è il libro più diffuso del mondo, eppure non è facile leggerlo e rispondere alle domande che pone agli uomini del nostro tempo. Questa sezione vuol essere un invito a riscoprire la Bibbia e le sue parole sia dando voce ad ebrei, cattolici, protestanti e laici, sia presentando la Bibbia come testo religioso che innerva le comunità ebraica e cristiana, sia mostrando come ha influenzato la cultura, l’arte, la politica, il costume e il pensiero della nostra civiltà. Se volete segnalateci materiali e contributi che credete possano aiutarci in questo cammino di conoscenza.

Da “Il vangelo secondo Matteo”, regia di Pier Paolo Pasolini, Italia, 1964

E voi chi dite che io sia?( MATTEO 16, 15) “Ebbene, quella domanda affiorata sulle labbra di Gesù a Cesarea di Filippo non attraversa solo i secoli ma riecheggia nell’intimità di ogni persona. E la risposta è data in mille forme, talora sorprendenti, altre volte sconcertanti. A me ha sempre fatto impressione quella che Kafka ha offerto all’amico Gustav Janouch: “Cristo è un abisso di luce. Bisogna chiudere gli occhi per non precipitarvi” (Gianfranco Ravasi)

Cosa rende la Bibbia così diversa? La Bibbia è il libro più diffuso nel mondo, tradotto interamente in 310 lingue e parzialmente in 1600 lingue o dialetti. Dal 1815 al 1975 ne sono state stampate almeno due miliardi e mezzo di copie! Questo autentico best-seller è un capolavoro più straordinario, perché è ispirato da Dio e racconta la storia dell’amore di Dio per l’umanità. La Bibbia è come un grande diario della famiglia umana nel quale ancor oggi si possono trovare una grande riflessione riguardante le nostre origini ed il nostro destino eterno. Ma guai a darne una lettura letterale, senza voler entrare nella parole e nei secoli che racchiude, allora sì che la Bibbia può diventare peso e catena per la vita dell’uomo, invece che via “che rende liberi”.

Da “Il vangelo secondo Matteo”, regia di Pier Paolo Pasolini, Italia, 1964

Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che chiudete il regno dei cieli davanti agli uomini; perché così voi non vi entrate, e non lasciate entrare nemmeno quelli che vogliono entrarci” (Matteo 23,13) “Il fariseo non è un bugiardo. Nella sua preghiera non esprime illusioni e pii desi­deri; offre un elenco dettagliato e controllabile del bene che va compiendo nella sua giornata. Un bene che è comanda­to, ma anche un bene che è scelto in sovrappiú. Eppure nel momento in cui realizza con tutte le sue forze ciò che ritiene essere il bene, proprio lui, fariseo per scelta ed impegno, è dichiarato empio e peccatore. Qui è la prima novità dell’annuncio evangelico. Empio e peccatore è colui che trova in se stesso, nella propria forza, nella volontà risoluta l’origine della propria giustizia. Non è un dono, ma una conquista. Non è l’effetto della presenza salvifica di Dio, ma un merito dovuto all’azione vir­tuosa dell’uomo. «Separato» perché perfetto, il fariseo rischia di diventare «lontano» da Dio perché presuntuoso”, meditazione di Antonio Martinelli.

Pier Paolo Pasolini, ovvero un ateo al cospetto del sacro, che scopre il Vangelo quasi per caso, durante un soggiorno ad Assisi nel quale voleva incontrare Papa Giovanni XXIII. Ne rimane subito profondamente colpito, per due motivi principali: «Dal punto di vista religioso, per me, che ho sempre tentato di recuperare al mio laicismo i caratteri della religiosità, valgono due dati ingenuamente ontologici: l’umanità di cristo è spinta da una tale forza interiore, da una tale irriducibile sete di sapere e di verificare il sapere, senza timore per nessuno scandalo e nessuna contraddizione, che per essa la metafora di “divinità” è ai limiti della metaforicità, fino a essere idealmente una realtà. Inoltre: per me la bellezza è sempre una “bellezza morale” non mediata, ma immediata, allo stato puro, io l’ho sperimentato nel Vangelo» (Pier Paolo Pasolini)

 

Da quanto tempo non vai al cinema? Tanto vero? Bè allora noleggia un film… Te ne segnaliamo qualcuno che a noi è piaciuto… non sono film di azione, di paura o commedie ordinarie quelle che troverai qui… ma sono film che hanno il pregio di raccontare frammenti di storie di chi ti è più vicino, di chi ti conosce e ti apprezza, di chi magari ha appena partecipato con te a un’assemblea sui diritti degli omosessuali.
Peccato non hai mai pensato che quelle persone di cui hai appena sentito parlare sono persone reali, in carne e ossa e non possono sempre essere l’amico di un altro, il compagno di banco di un altro, essere in un’altra classe, in un’altra chiesa, nell’autobus che non prendi mai tu… ma guardati intorno siamo lì, intorno a te.

Beautiful thing, regia di Hettie MacDonald, commedia (1996)

“Il film racconta la storia di due adolescenti, Jamie e Ste, alle prese con la loro crescita e la loro nascente sessualità, una sessualità definita dalla società come deviata, strana, malata. Il loro difficile rapporto con questa società e con la stessa famiglia viene messo in luce fin dalle prime scene, in cui Jamie viene deriso dai compagni perché non ama giocare a pallone, e la stessa madre gliene fa una colpa. Ste, invece, è più socievole e inserito, ma nasconde un malessere molto più grave, essendo vittima di un padre e di un fratello che lo aggrediscono, non solo verbalmente, a causa del suo carattere dimesso”, recensione di http://www.revisioncinema.com

I segreti di Brokeback Mountain, regia di Ang Lee, drammatico/romantico (2006)

I segreti di Brokeback Mountain (Leone d’oro all’ultimo festival di Venezia) è ambientato “nell’America rurale – tutta paesaggi sconfinati ed antiche tradizioni – dove la cultura dei ranch e dei rodeo sopravvive anacronisticamente, qui vivono due uomini dall’identità oscura e tormentata e dall’inclinazione sessuale inammisibile in una società machista e bigotta come quella a cui appartengono. Due gay più o meno inconsapevoli, in due corpi rudi e muscolosi. Due personalità agli antipodi. Uno è più solare, apparentemente volubile ed innamorato della vita e soprattutto meno incline a nascondere la sua natura dietro la rispettabilità delle convenzioni (il bravissimo Jake Gyllenhaal). L’altro sembra portarsi dentro un peso insopportabile che lo rende tremendamente cupo ed introverso, quanto duro e represso nell’esternare qualasiasi sentimento (Heath Ledger, mai così convincente). […] Un inaspettato incontro su una montagna sperduta, isolata dal mondo, uniti da un lavoro duro e annichilente segnerà in maniera defintiva la loro esistenza, le loro scelte e il loro futuro e sarà motore di una drammaturgia dal respiro ampio e profondo”, recensione tratta da http://cinema.castlerock.it

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