UNA CENA PER INCONTRARE L’ALTRO/A

Perciò io ti dico: i suoi molti peccati le sono perdonati, perché ha molto amato. (Lc 7,47)

 

E’ stata un serata bellissima, uomini e donne che mangiano e pregano insieme senza nemmeno avvertire da lontano le distanze. E’ stato significativo che sia stata proprio la REFO a ricordarci che sia siamo tutti fratelli e sorelle al di là delle nostre differenze. Una esperienza e purtroppo inconsueta ma, proprio per questo, assolutamente da ripetere.” Forse nulla riassume l’atmosfera della serata del 27 settembre meglio di queste parole del professor Marco Ricca. Sabato 27, appunto, ha avuto luogo – presso i locali del Centro comunitario valdese di Firenze – la cena di incontro e di autofinanziamento della Rete evangelica fede e omosessualità (REFO) di Firenze e della Toscana, che ha visto la partecipazione di ventitré fratelli e sorelle sia dell’Associazione che della comunità valdese e di quella battista della città di Firenze. Un risultato ragguardevole, anche alla luce di numerosi appuntamenti contemporanei in città (non ultima la partita della Fiorentina…)

cena

incontro nella convivialità

Ci siamo seduti in tre grandi tavoli messi a forma di ferro di cavallo, per meglio vederci negli occhi e poterci parlare. Sapevamo che non era facile richiamare persone per una cena che aveva come scopo (a parte l’autofinanziamento) l’incontro, un incontro che è sempre più difficile nella nostra società ma anche nelle nostre piccole comunità di minoranza. Anche il piccolo mondo dei gruppi di omosessuali credenti è diviso tra protestanti e cattolici, e poi tra coloro che credono nelle catacombe e coloro che vogliono l’incontro, con tutti e soprattutto con le chiese e il mondo. Dopo una introduzione del coordinatore regionale della REFO Andrea Panerini (che legge anche una lettera di saluto del Presidente Nazionale Giorgio Rainelli, che non è potuto essere presente) e dopo una breve preghiera, inizia la cena vera e propria che alterna le ricche portate ai brani biblici tratti sia dall’Antico che dal Nuovo Testamento e correlati da riflessioni. Il tema scelto per la scelta dei testi è l’incontro a tavola. Nel frattempo i fratelli e le sorelle hanno modo di parlare e di conoscersi. David Buttitta parla della storia della Resistenza nelle valli valdesi mentre Pasquale Iacobino racconta le ultime novità librarie che si possono trovare alla libreria Claudiana.

Dopo la cena ci si stringe in circolo e ognuno legge e commenta il versetto che ha trovato sopra un piccolo biglietto – distribuito all’inizio della serata – ed è un modo per parlarsi, per confrontarsi con la Bibbia, il libro che narra la storia e la spiritualità dell’uomo in tutti i tempi. E’ bello, dopo la chiusura ufficiale della serata fatta con la preghiera del Padre Nostro, rimanere a rassettare insieme la sala, chiacchierare e scherzare… noncuranti del primo vero freddo della stagione…

Un particolare ringraziamento va alla comunità valdese di Firenze, alle fantastiche cuoche Sara Sansone, Marcella Favellini (che non è potuta venire per motivi di salute ma ha contribuito ugualmente sia finanziariamente che con i suoi preziosi consigli) e Maria Rossi, all’amico Roberto Rossi per il supporto logistico e a tutti coloro che non si sono potuti qui menzionare ma che non sono stati meno importanti per rendere magica questa serata.

Grazie!

Gli uomini e le donne della REFO di Firenze

 

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Messaggio di Giorgio Rainelli alla REFO di Firenze

Alla cena del 27 settembre il Presidente Nazionale della REFO, Giorgio Rainelli, non è potuto venire e ci ha inviato questo bel messaggio che ora vogliamo condividere con tutti.

 

Care sorelle e cari fratelli del gruppo REFO di Firenze,

Vi saluto con affetto, dispiaciuto di non poter essere presente lì tra di Voi.

La nascita e lo sviluppo del gruppo fiorentino mi ha riempito di gioia, per l’importanza della Vostra città e della Toscana, da sempre lievito di cultura religiosa e di diritti civili. Sono consapevole delle difficoltà che potrete trovare nel Vostro percorso ma sono fiducioso che potranno essere superate con la fermezza della fede e la flessibilità del dialogo, consapevoli della necessaria e particolare testimonianza che la REFO deve saper dare nelle chiese e nella società. Un pensiero e un ringraziamento va alla Comunità valdese di Firenze che, ancora una volta, ha dimostrato la sua sensibilità su questo tema e a tutti coloro che a livello nazionale e locale si adoperano con fatica e passione perchè tutto questo sia possibile.

Come ben sapete la REFO é stata tra la promotrice della nascita del Gruppo di Lavoro sull’Omosessualità all’Assemblea-Sinodo del 2000 e per ben sette anni ha partecipato attivamente ai lavori del GLOM che hanno portato all’approvazione della mozione sull’omosessualtà nell’ultima Assemblea-Sinodo del 2007; certamente il cammino non é stato facile e bisogna ancora insistere non solo per una “accettazione” ma soprattutto per una partecipazione ed una condivisione delle esperienze di vita e di fede delle persone omosessuali al’interno delle nostre chiese e non solo: mi riferisco alle tensioni sociali ,al rigurgito di omofobia nella società, e – sia detto senza polemica – alla sempre piú invadente presenza della Chiesa cattolica romana nella politica e nelle scelte etiche e legislative del nostro paese.

 

Dal 7 al 9 novembre Firenze sarà protagonista dell’importante convegno del decennale della REFO in cui si farà il punto di dieci anni di lavoro, di fatica e di avanzamento dell’accettazione dell’omosessualità nelle nostre comunità. Un’altra occasione per vederci e per confrontarci e per sottolineare l’importanza del Vostro lavoro sul territorio fiorentino e della Toscana.

Vi sono vicino con il pensiero e con la preghiera e Vi saluto affettuosamente, vostro

 

Giorgio Rainelli

Presidente Nazionale REFO

Il 27 settembre cena di autofinanziamento REFO Firenze

Gay? Etero? Sì, conosciamoci… a tavola

 

Natanaele gli disse: “Può forse venir qualcosa di buono da Nazaret?”.

 Filippo gli rispose: “Vieni a vedere.” (Gv. 1:46)

Cena

Cena del Signore

Cena di autofinanziamento

della Rete Evangelica Fede e Omosessualità (REFO)

di Firenze

 

Offerta minima per la cena € 10,00

Prenotarsi possibilmente entro il 25 settembre

 

 

Sabato 27 settembre – ore 20.30

 

 

Centro comunitario valdese

Via Manzoni, 21 (pressi Piazza Beccaria – Firenze)

(Si raggiunge con bus ATAF 6, 31 e 32)

 

 

Per info:

 

https://refofirenze.wordpress.comrefo.firenze@gmail.com

333.2876387 (Andrea) – 348.7453594 (Claudio)

 

 

Ai fratelli delle comunità evangeliche. Insieme per ricordare le vittime dell’omofobia

Lettera aperta della Refo di Firenze del 10 gennaio 2008

preghieraLe veglie del 4 aprile 2008 saranno un momento di preghiera e di testimonianza cristiana, perché non possiamo stare in silenzio quando milioni di fratelli e di sorelle soffrono nel mondo e anche in Italia solo perché esistono, perché vogliono vivere l’affettività che il Signore ha dato loro. Crediamo sia importante che i pastori delle comunità evangeliche battiste, metodiste e valdesi, i loro consigli di chiesa e le loro comunità possano farsi promotori di speranza e di testimonianza nel luogo dove risiedano e decidere se, come cristiani, possiamo continuare a tacere su questo tema.

Venerdì 4 aprile 2008 cristiani provenienti da diverse confessioni e cammini di fede (Valdesi, cattolici, veterocattolici, metodisti, battisti, etc…) saranno in veglia a Firenze e in tante altre città italiane con i gruppi di credenti omosessuali per ricordare le vittime dell’omofobia e per lanciare un segno di speranza.

Invitiamo tutti i credenti a unirsi in veglia con loro per infrangere, con la preghiera e la testimonianza, il muro di silenzio che spesso permane nelle nostre chiese su questo tema.

Su questo tema lo scorso Sinodo Valdo-metodista e l’Assemblea-Sinodo Battista Metodista e Valdese di novembre 2007 si sono espressi con nettezza condannando l’omofobia, incitando le chiese ad accogliere le persone omosessuali e a dare collaborazione alle veglie contro l’omofobia (che l’anno scorso si erano svolte in giugno).

Le veglie saranno un momento di preghiera e di testimonianza cristiana, perché non possiamo stare in silenzio quando milioni di fratelli e di sorelle soffrono (minacciati, torturati e anche uccisi in alcuni Paesi) nel mondo e anche in Italia solo perché esistono, perché vogliono vivere l’affettività che il Signore ha dato loro.

Abbiamo chiesto l’adesione formale alla Tavola valdese e all’UCEBI ma crediamo che sia importante che i pastori delle comunità evangeliche battiste, metodiste e valdesi e i loro consigli di chiesa e comunità possano farsi promotori di speranza e di testimonianza nel luogo dove risiedono, anche organizzando le veglie dove non siano presenti gruppi della REFO o di credenti omosessuali cattolici o ospitandole dove invece questi gruppi sono presenti ma non sanno dove andare a pregare (visto il divieto della gerarchia cattolica di ospitare queste preghiere nelle chiese di sua competenza).

Perché, come scriveva Dietrich Bonhoeffer “viene il giorno in cui sarà forse impossibile parlare apertamente, ma noi pregheremo, faremo ciò che è giusto, il tempo di Dio verrà”.

Ma l’adesione alle veglie di preghiera del 4 aprile 2008 non può essere solo un atto formale ma impegna tutti noi a portare la nostra testimonianza di fede in una delle tante veglie di preghiera che avranno luogo in Italia e sollecitando, nel nostro quotidiano, le nostre comunità cristiane a contrastare quegli atteggiamenti omofobici spesso presenti anche al loro interno.

A tutti Voi il compito di decidere se, come cristiani, possiamo continuare a tacere su questo tema.

La Rete evangelica Fede e omosessualità di Firenze

4 aprile 2008, a Firenze in Veglia per le vittime dell’omofobia

logo REFO FirenzeSi può morire, essere picchiati, discriminati, indotti al suicidio perché omosessuali? Si può utilizzare la Bibbia per fare del male a questi uomini e a queste donne? Purtroppo la risposta è sì.
Mai come negli ultimi 12 mesi la crudeltà e la violenza dell’omofobia ha mietuto molte vittime nei paesi arabi come nel mondo occidentale e anche nella nostra Italia. Episodi che fanno dubitare che il nostro possa essere ancora un paese civile e cristiano. Noi, come credenti di molte confessioni cristiane, provenienti da cammini e chiese differenti, di fronte a questo scandalo abbiamo deciso di infrangere questa muraglia di silenzio che ancora permane nelle nostre chiese su questo tema. Dopo il tragico episodio di Makwan, il ragazzo 19enne barbaramente ucciso in nome dello stato iraniano, abbiamo deciso di dire: basta!
Ecco perché, quest’anno, i credenti della Rete evangelica Fede e omosessualità (REFO) di Firenze hanno deciso di dare vita, a Firenze e nelle altre città che vorranno organizzarla , a una veglia per le vittime dell’omofobia venerdì 4 aprile 2008 per lanciare un messaggio di speranza che superi i silenzi, gli imbarazzi e le paure di molti credenti e hanno chiesto ai volontari del progetto Gionata.org di coordinare le preghiere a livello nazionale.
Perché crediamo, come scriveva Antonino Bello, che se «riuscirete a liberarvi dalla rassegnazione, se riporrete maggiore fiducia nella solidarietà (…) se provocherete i credenti in Cristo a passare armi e bagagli dalla vostra parte, non tarderemo a vedere i segni gaudiosi della risurrezione».

Invitiamo tutti i credenti e le chiese di tutta Italia a unirsi a noi in veglie che squarcino, quella sera, il velo della rassegnazione.

Il sito ufficiale della veglia è http://inveglia.wordpress.com

Gli uomini e le donne della REFO di Firenze
I volontari e le volontarie del progetto Gionata

Ps. Chi vuole, come gruppo o associazione ma anche come singolo, aderire e/o organizzare una veglia nella propria città può rivolgersi ad Andrea (333.2876387 – refo.firenze@gmail.com) o ai volontari del progetto gionata (gionatanews@gmail.com). Mancano tre mesi, non sono molti per organizzare le veglie. Diamoci da fare!

La REFO di Firenze augura a tutti un buon Natale e un felice 2008

NataleLa Rete evangelica Fede e Omosessualità di Firenze augura a tutti i credenti (e anche ai non credenti) un santo Natale, passato nel calore e nel conforto delle proprie famiglie, con uno sguardo ai fratelli e alle sorelle meno fortunati e lontano dal consumismo imperante che allontana i cristiani dalla loro vera dimensione. Che il Signore possa benedire le vite di coloro che si sono imbattutti in noi e di coloro che ci incontreranno oppure non ci vedranno mai, che possano vedere la luce del Signore e che il 2008 possa essere un anno ricco di amore e di felicità.

Gli uomini e le donne della REFO di Firenze

”Hanno ucciso Makwan”. Il 13 dicembre 2007 a Firenze preghiamo insieme per non dimenticare

E’ esplosa come una bomba la notizia che “mentre era in corso la campagna lanciata dal gruppo Everyone per impedire l’assassinio del ventunenne iraniano Makwan Moloudzadeh, condannato alla pena capitale perchè omosessuale, è giunta da Teheran la notizia della sua esecuzione, avvenuta nel carcere alle 5 del mattino (ora iraniana) di ieri 5 dicembre 2007. cuore multicolore
Nessuno, nemmeno l’avvocato, il padre e lo zio di Makwan erano stati informati. La notizia della sua morte lascia increduli mentre continuano ad arrivare centinaia di mail da tutto il mondo di sostegno alla campagna per Makwan, da parte di politici, attivisti e semplici cittadini”.
Una profonda tristezza è scesa nel nostro animo ma come ci ha scritto un amico “Ora Makwan è scomparso, ma non è un assente, è solo invisibile. Ora i suoi occhi sono pieni di luce e i nostri pieni di lacrime. Non mi resta che pregare per i suoi assassini… amaramente mi tocca farlo, sopratutto perchè non si ripeta più tale gesto“.

Di fronte all’assordante silenzio delle Chiese e delle istituzioni italiane, le donne e gli uomini della REFO di Firenze hanno deciso di affidarsi alla forza della preghiera. Ecco perché il 13 dicembre 2007 vi invitiamo a Firenze a unirvi a noi “per pregare e gridare la nostra sete di giustizia, di amore e di compassione, perché non si dia più la morte nel nome dell’unico Dio degli ebrei, deii cristiani e degli islamici”.

E se volete lasciare un commento su quanto accaduto o un pensiero postatelo pure, perchè rimanga un segno concreto del nostro sgomento.